PDND e Pubblica Amministrazione: come trasformare l’interoperabilità in valore
PDND e Pubblica Amministrazione: trasformare l’interoperabilità in valore
Interoperabilità e semplificazione per i cittadini
La Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) rappresenta un passaggio chiave nel percorso di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.
L’adesione alla piattaforma e ai modelli di interoperabilità non è una novità: il principio è stato introdotto già nel 2023 e rafforzato nel tempo dalle linee guida AgID e dal Piano Triennale. Tuttavia, nella corsa all’adeguamento normativo, molte amministrazioni si sono concentrate sul “dover essere compliant”, perdendo di vista il vero valore dell’interoperabilità.
Non si tratta solo di un’infrastruttura tecnica, ma di un abilitatore strategico che consente agli enti pubblici di superare la frammentazione dei sistemi e costruire un modello realmente integrato, capace di rispondere in modo puntuale alle esigenze operative e ai servizi da erogare.
Per la PA, la PDND non è quindi solo un obbligo: è un nuovo paradigma operativo.
Perché è strategica per le PA
Attraverso l’esposizione e la fruizione di API standardizzate, le amministrazioni possono semplificare i processi, migliorare la qualità dei servizi e ridurre tempi e costi operativi—ma solo se l’integrazione è progettata in modo coerente con i bisogni reali dell’ente.
Come Profesia supporta le Amministrazioni
Profesia affianca da anni le Amministrazioni - Centrali e locali - a essere interoperabili e nello specifico ad aderire alla PDND, presidiando tutte le fasi del percorso di adozione della Piattaforma, con un approccio concreto e orientato al risultato:
- Analisi dei casi d’uso
- Progettazione dell’architettura di integrazione
- Sviluppo e integrazione delle API
- Definizione di modelli di governance e sicurezza
- Modernizzazione delle piattaforme applicative
Profesia utilizza un metodo collaudato, modulare e scalabile che non stravolge l’infrastruttura esistente e che facilita un’interoperabilità realmente efficace e non solo formale, accelerando i tempi di implementazione.
FAQ
La PDND è la piattaforma nazionale che consente agli enti pubblici di condividere dati tramite API in modo sicuro, standardizzato e conforme alle linee guida AgID. Serve a rendere possibile l’interoperabilità tra amministrazioni e migliorare l’efficienza dei servizi.
Sì. L’obbligo deriva dai decreti attuativi del 2022, che hanno reso necessaria l’adesione alla piattaforma per le Pubbliche Amministrazioni, con scadenze operative fissate nel 2023.
Il principale vantaggio è la possibilità di accedere a dati certificati senza richiederli nuovamente a cittadini o imprese, riducendo burocrazia, tempi e costi operativi.
Questo abilita concretamente il principio europeo del “once only”, secondo cui un’informazione viene fornita una sola volta alla Pubblica Amministrazione e poi riutilizzata, in modo sicuro e autorizzato, da tutti gli enti che ne hanno diritto.
Il vero valore aggiunto sta nell’affidarsi a esperti di integrazione e API management, concetti fondamentali dell’interoperabilità, che permettono di trasformare un obbligo normativo in un’architettura efficiente, scalabile e orientata ai servizi.
L'apertura della PDND ai soggetti privati consente alla Pubblica Amministrazione di estendere l’interoperabilità oltre il perimetro pubblico, abilitando nuovi ecosistemi digitali.
Questo significa poter collaborare in modo strutturato con imprese e operatori di mercato, favorendo lo sviluppo di servizi innovativi, la creazione di nuovi modelli pubblico-privato e una maggiore valorizzazione del dato pubblico.
Per la PA, si apre quindi la possibilità di evolvere da erogatore di servizi a piattaforma abilitante, capace di generare valore per cittadini, imprese e territori.
l primo passo è identificare i casi d’uso a maggior valore, valutare l’impatto sui processi esistenti e definire un’architettura di integrazione. È fondamentale affiancarsi a partner con competenze specifiche su interoperabilità e API.